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SCUOLA SECONDARIA E.FERMI CONCORSO DI IDEE

Torino

2017

Una Lanterna come segno di civitas.

 

La piccola lanterna, ben visibile da Piazza Giacomini, simbolo di civitas, di compartecipazione civile della comunità del quartiere Nizza Millefonti alle attività culturali, artistiche e civiche; il desiderio di dare nuove centralità urbane ad un quartiere vitale, in continua trasformazione, in cui l’eterogeneità possa essere colta come continua risorsa, scrigno prezioso, e non solo quotidiana problematicità; l’aspirazione a risarcire, attraverso un progetto topografico-relazionale, la ferita causata dal corridoio ferroviario che separa il quartiere dalla restante parte della zona 9.

Da queste riflessioni si dipana la nostra proposta progettuale, che attraverso il ripensamento di un singolo edificio si vuol fare carico di fare città; una città non serrata in isolati privati e privatizzanti, ma che si faccia porosa, includente, conviviale, pronta ad accogliere differenze attraverso luoghi di socializzazione e d’incontro.

S’intende perciò ribaltare il tradizionale rapporto tra scuola, chiuso luogo del sapere, e il resto della comunità, facendo divenire le pluri-differenziate attività che si possono svolgere al suo interno patrimonio comune e collettivo, risorsa da condividere e custodire, patrimonio memoriale da tramandare; la città così si può riappropriare di tutti i luoghi che istituzioni diverse le hanno espropriato, e divenire luogo aperto, da abitare in maniera trasversale, in cui poter vivere attivamente tutte le dimensioni del fare cultura, unica modalità per un sano e inclusivo radicamento territoriale. Così, l’imprescindibile rapporto, nel progetto di una scuola, tra architettura e pedagogia, non può che essere preceduto da un attento relazionarsi con tutte le potenzialità urbane ravvisate nel suo intorno; nel caso della ristrutturazione della scuola Enrico Fermi si è tentato perciò di istituire sistema col polo della Parrocchia San Giuseppe, di intuire un possibile percorso verso nord con Corso Spezia e le sue bancarelle, di preconizzare l’abbattimento ad est delle barriere col parco Italia, di prefigurare permeabilità e zone porose con gli insediamenti residenziali a sud.

La scuola come centro di vita e cultura per la collettività.

 

Riconoscendo all’istituzione della scuola il ruolo di possibile centro civile e civico, si è data grande importanza ai luoghi urbani così che siano essi stessi a caratterizzare e perfomare il sistema architetturale: si è deciso di dare un forte affaccio urbano su via Genova, con ampio marciapiede e sedute, su cui insistono le emergenze architettoniche (il corpo sopralzato della sala polifunzionale, il volume volante che manifesta la presenza della scuola anche sulla strada, la palestra che, attraverso delle ampie vetrate connette visualmente il piano di gioco alla strada); si è aperto un vero e proprio percorso urbano che attraversa tutto il complesso fino a riconnettersi su via Baiardi, su cui insiste una piazza, luogo d’ingresso per la scuola e per le parti usufruibili anche da parte della comunità, protetta dalla circolazione veicolare, vero cuore pulsante del nuovo sistema, ma anche luogo ludico, conviviale, momento di sosta e d’incontro, punto di snodo fondamentale all’interno del tessuto sociale e culturale del quartiere.

Un ripensamento dell’organismo architettonico.

 

Si propone una ristrutturazione massiva del complesso esistente (anche, ma non solo, per motivi di budget); pur riconoscendo un alto valore architettonico all’edificio esistente, nell’ottica di una completa messa a norma e riqualificazione energetica, si è voluto procedere ad una nuova messa a punto, oltre che prestazionale, del linguaggio architettonico, che fosse in grado di esprimere, oltre alla sua contemporaneità, la necessaria coerenza tra involucro performante e sua configurazione.

Si è proceduto, per adempiere alle necessità di nuovi spazi, a due ampliamenti (oltre all’adeguamento in altezza degli spazi seminterrati); si è aggiunto sul versante ad est una profondità dei corpi di fabbrica di circa 2 mt. (con struttura metallica autonomamente fondata) e il corpo-lanterna dell’aula polifunzionale (sopralzo di un piano, anch’esso con struttura autonoma).

Il Funzionamento del Complesso.

 

Come si evince dagli schemi qui riportati, notevole importanza si è data al funzionamento delle diverse spazialità richieste nel bando, alla loro fruibilità e fluidità, alle loro mutue connessioni, al rapporto necessariamente biunivoco (nel nostro modo di progettare) tra spazi interni e prolungamenti esterni, nonché a tutte le problematiche riguardanti l’accessibilità.

Attraverso la scelta delle finiture delle pareti, dei materiali e dei colori, è stato dato rilievo alla concezione dell’arredo scolastico inteso non come somma di oggetti sparsi funzionali, ma come elemento integrato atto ad esprimere la stimmung, il senso primigenio e pedagogico degli spazi progettati, che, pur aperti a future trasformazioni, siano luoghi che aiutino l’individuazione del sé e il riconoscimento dell’altro come risorsa umanizzante. 

PER RICONQUISTARE UNA CITTA' POROSA

Hanno collaborato: Dario Babudri, Andrea Francisca, Diego Herrera, Matteo Pigni, Mattia Ruscio