CONTINUARE A FARE CITTA’ NELL’INDIVIDUAZIONE DELLA SINGOLARITA’ DEL PAESAGGIO

BOCCIODROMO, TIRO A SEGNO, LUNGO SANTERNO, MACELLO – IMOLA (BO)

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DELL’ARCHITETTURA 3

A.A. 2021/2022

 

Partendo dalla consapevolezza del ruolo civile (anche se sovente mistificato) dell’àrchi-tectòn, cioè di colui che ha in primis il compito di generare e costruire luoghi “abitabili” per la Civitas, il Laboratorio affronta il progetto d'architettura considerando come prioritario il suo originarsi da una efficace proposta di articolazione dello spazio aperto collettivo, unico germinatore di senso civile, sociale e d'appartenenza. Si ritiene infatti che la conformazione urbana e territoriale, con le sue stratificazioni, le sue tensioni memoriali, nasconda scrigni preziosi di possibili nuclei identitari da cui possano/debbano nascere in maniera feconda trasformazioni urbane e territoriali durature nel tempo lungo. In collaborazione con l’Amministrazione di Imola, verranno investigati alcuni punti nodali legati al tema di “Continuare a fare città” unitamente alla necessità di ricostituire, attualizzandolo, quel rapporto sfrangiato che definiva la Forma Urbis delle città attraverso azioni progettuali che riescano a mettere in luce “l’individuazione delle singolarità” che ogni paesaggio possiede.

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TRAMATURE STRUTTURANTI: ABITARE IL TEMPO

POLAGGIA, BERBENNO DI VALTELLINA (SO)

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DELL’ARCHITETTURA 3

A.A. 2020/2021

 

All’interno della pluridecennale esperienza progettuale fondata sulla fondamentale triade Didattica-Ricerca-Buon Governo del territorio, s’intendono proporre agli studenti del laboratorio temi progettuali emersi (e che stanno emergendo) dalla ricerca commissionataci all’interno del Bando Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo, volti ad individuare delle valide leve di possibili trasformazioni urbane allo scopo di rivitalizzare l’estesa frazione di Polaggia, antico borgo di origine medioevale oggi caratterizzata da un ampio fenomeno di abbandono.

All’interno di un fruttuoso percorso interdisciplinare di ricerca coi Dipartimenti di Storia e di Economia dell’Università di Bergamo, volti all’approfondimento dei temi riguardanti la valorizzazione del sottostimato  patrimonio culturale (perché non conosciuto) e l’individuazione di possibili traiettorie socioeconomiche per una riattivazone di processi produttivi e commerciali endogeni, il Laboratorio si propone di sviluppare alcuni temi progettuali in grado di coniugare in maniera coerente e operante le diverse dimensioni scalari necessarie in ogni atto di trasformazione che si voglia inverare, da quella paesaggistica/territoriale a quella della singola corporeità dell’edificio che concorre a fare struttura strategica nella città pubblica, cercando di far convergere saperi e discipline diverse che da sempre concorrono alla formazione del progetto di architettura, attraverso un continuo confronto con una vera e propria Committenza, cioè l’Amministrazione Comunale.

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EMENDARE TERRITORI TESSENDO RELAZIONI

CARPI – SOLIERA – NOVI/ROLO

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE FINALE

A.A. 2014/2015 – 2015/2016 – 2016/2017 – 2017/2018 -2018/2019 – 2019/2020

 

Il Laboratorio, intende offrire le proprie riflessioni, il proprio sguardo vasto ma operativo, a quelle amministrazioni che ne colgano l’occasione di lungo respiro.

Dopo le feconde collaborazioni con le Amministrazioni di Morbegno (SO), Soliera (Mo) e Merone (CO), i comuni dell’Unione delle Terre d’Argine (Soliera, Carpi, Campogalliano e Novi di Modena) hanno attivato un proficuo rapporto di collaborazione con il nostro gruppo di ricerca, che ha già portato alla condivisione di proposte e suggestioni sviluppate dagli studenti. S’intende perciò proseguire nell’indagine e nella scoperta di aree potenzialmente propulsive per future trasformazioni sostenibili (in senso non esclusivamente tecnocratico, come oramai capita di sentire, ma in termini sociali, civili, di organizzazione conviviale dello spazio urbano), in cui ipotizzare nuove feconde relazioni.

L’esplorazione progettuale consiste nella realizzazione di planivolumetrici che diano conto delle relazioni a vasta scala individuate, e un approfondimento a scala architettonica su un edificio in grado di generare urbanità all’interno di esse sviluppato in maniera individuale.

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FARE CITTA’, RI-FORMARE PERIFERIE

LAMBRATE, VIALE MONZA, PIAZZA PREALPI – MILANO

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DELL’ARCHITETTURA 3

A.A. 2018/20219

 

Il lavoro progettuale, aderendo al bando “riformare periferie”, si svilupperà a partire dalla comprensione profonda (anche attraverso un approfondimento esperienziale) della/delle città intese come fatto/spazio fisico concreto, risultato di processi e riflessioni, endogene ed esogene, che ogni società ha attraversato materializzandole in forma/forme costruite, con le proprie regole e le proprie eccezioni, plasmando in maniera differente i propri luoghi collettivi (e privati) dell’abitare. Cercheremo così di valutarne pregi e difetti e di attivare uno sguardo critico per cercare, in un momento storico dove finalmente si sta decretando la fine di una irresponsabile espansione senza limiti e si parla in maniera spesso ambigua di rigenerazione (forse sarebbe meglio utilizzare trasformazione urbana), di sperimentare nuove modalità di “fare città”, alternative rispetto al procedere recente per sommatoria (la città porosa, l’esplorazione/riscoperta di nuove centralità urbane, l’urbanità relazionata, etc.), che facciano tesoro delle qualità desunte dalle città precedenti e risolvendo le criticità presenti.

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FARE CITTA' PROGETTANDO UN EDIFICIO

MILANO [PORTA ROMANA]

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DELL’ARCHITETTURA 3

A.A. 2014/2015 – 2015/2016 – 2016/2017 – 2017/2018

 

Nel corso viene affrontato in maniera consapevole il progetto d'architettura in tutte le scale necessarie alla sua costruzione, da quella urbana a quella della sua risoluzione corporea, considerando come indispensabile e prioritario il suo originarsi da una efficace lettura e proposta di articolazione dello spazio aperto collettivo, unico condensatore di senso civile, sociale e d'appartenenza.

Gli studenti sono chiamati a progettare un edificio di completamento all'interno della sedimentata città storica, racchiusa nelle mura spagnole milanesi. In esso, visto la vicinanza di importanti centri universitari e sistemi ospedalieri, è stato sviluppato il tema della residenza di tipo speciale, quali studentati, sala biblioteca, appartamenti temporanei per familiari di degenti, sistemi di co-working, etc.

Il lavoro progettuale dovrà indagare la possibilità di contribuire a “costruire” urbanità (città) attraverso il progetto di un solo corpo architettonico e del suo intorno, perseguendo la modalità di un costruire “relazionale”, pregno del concetto oramai perduto di coralità, seppur mutuandolo attraverso necessarie declinazioni contemporanee.

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GENERARE CENTRALITA’ TRA PAESAGGIO E CITTA’

CHIARAVALLE MILANESE

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DELL’ARCHITETTURA 1

A.A. 2013/2014 – 2012/2013 – 2011/2012 – 2010/2011 – 2009/2010 – 2008/2009

A partire dalla conoscenza della strutturazione stratificata del territorio di un'area in adiacenza a Milano, individuandone gli elementi identitari e costituenti su cui poter far germogliare nuove spazialità umanizzanti, lo studente è chiamato ad interrogarsi su come “fare tesoro” di queste potenzialità per l’intera compagine, costituendone nuova struttura, e non privatizzandola come troppo spesso avviene. Partendo perciò dallo studio di un edificio monofamiliare di A. Loos precedentemente approfondito, e riconoscendone le scelte e gli statuti di senso che ne costituiscono fondamento, lo studente si dovrà misurare con la progettazione, in un lotto all'interno della compagine prescelta, di un edificio plurifamiliare, composto da sette unità abitative, che, traendo senso e forza dalla configurazione delle relazioni strutturanti da ritrovare/inaugurare nel luogo, non tradendo il senso primigenio della matrice di partenza, sia in grado di leggere e fecondare le notevoli risorse presenti. Nel solco del percorso suggerito nel laboratorio, lo studente dovrà all'unisono simultaneamente concepire il senso della configurazione dei volumi a partire dalla cura dell’abitare e degli spazi aperti collettivi per dare nuova linfa al borgo.

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ABITARE NEL PAESAGGIO - ABITARE IL PAESAGGIO

LINZANICO – TORCHI BIANCHI

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DELL’ARCHITETTURA 1

A.A. 2013/2014 – 2012/2013 – 2011/2012 – 2010/2011 – 2009/2010 – 2008/2009

 

In un territorio con una presenza paesistica rilevante, lo studente è chiamato a progettare, attraverso la realizzazione di plastici, una casa unifamiliare in cui gli spazi del vivere quotidiano siano relati direttamente sia alle ragioni dell'abitare dall'”interno” (A. Loos) sia ai forti legami individuati con le notevoli preesistenze paesistiche strutturanti il territorio. L'esercitazione ha come scopo ultimo il depositare nello studente la consapevolezza della responsabilità che costruire una casa non significa solamente edificare un volume, ma costruire e modificare quel mondo collettivo che è il paesaggio stesso. L’indispensabile sviluppo e percorso di consapevolezza del legame tra spazialità e tettonica (corretto uso dei materiali e delle tecniche di costruzione) verrà sviscerato, sempre su questa esercitazione, nel secondo semestre attraverso la collaborazione delle diverse discipline.

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